El canon de moraro
Una leggenda di Recoaro Terme racconta che ad un certo punto gli abitanti della contrada Storti vollero sparare ai vicini della contrada Parlati (o alla contrada Giorgetti)...
Ma non avendo i fondi per comprare un cannone, ne costruirono uno in legno.
Al momento dello sparo il cannone ovviamente scoppiò e, secondo la leggenda, la frase degli abitanti della contrada fu "se qua ha fatto tutto questo danno, figuriamoci lassù dove abbiamo sparato!"
In passato, la povertà era tale che la fame spingeva a rubare persino le erbe negli orti. Si narra che gli abitanti della Contrada Storti attraversassero il torrente Agno al tramonto per sottrarre il tarassaco dai campi degli abitanti della Contrada Giorgetti.
Quando quelli dei Giorgetti si accorsero dei furti, reagirono con una guerriglia a colpi di fionda e balestra, rompendo porte e finestre nelle case dei rivali. Per vendicarsi, quelli degli Storti costruirono in segreto un cannone usando un tronco di gelso (moraro).
Lo caricarono con polvere da sparo e pietre, convinti di colpire duramente la contrada avversaria, ma...
quando la miccia accesa ha finito di bruciare,
tutto per aria hanno visto saltare!
il cannone era tutto in pezzi e pezzetti,
e in terra uomini, donne e fanciulletti...
Fu vedendo questo disastro che il capo del gruppo degli Storti esclamò:
"se qua ha fatto tutto questo danno, figuriamoci lassù dove abbiamo sparato!"

